Una scrittrice a Settimo

Pubblicato sul numero 12 di “Qui Settimo”, periodico bimestrale di Settimo Milanese, ecco l’articolo “Una scrittrice a Settimo” : “Giulia Alicante, il nuovo romanzo fantasy di Chiara Perina”. Ringrazio Ruggiero Delvecchio e la redazione, in particolare il Direttore Responsabile Marco Bussini e il Caporedattore Simone P.B. Gambini.

Presentato per la prima volta a Bellano, l’8 maggio 2016, in occasione della Fiera dei Piccoli Editori, il libro Giulia Alicante, edito dalla 13Lab Edition, è il nuovo romanzo fantasy di Chiara Perina, 26 anni, ingegnere e scrittrice di Settimo Milanese.

1) Un libro che attira il lettore fin dall’immagine di copertina: impossibile non riconoscere, tra le fiamme, il profilo inconfondibile del Duomo di Milano. E’ davvero qui, nella tua città, che la storia ha inizio?

In parte. La storia nasce da un sogno: un’immagine, confusa, che appare una notte alla giovane figlia del signore di Salkar, Yuliana. Occhi verdi, capelli neri, il volto di un ragazzo, sconosciuto, tra le nebbie del Politecnico di Milano. I loro sguardi s’intrecciano, per un attimo, e lei si rende conto di essere destinata a salvarlo.

Giulia Alicante è l’incontro tra due epoche, separate da un antico portale: al di qua il mondo di Yuliana, fatto di spade, cavalli e carrozze, frecce infuocate e torri di vedetta, camini accesi nelle stanze del castello, al di là il mondo di Marco, con tutte le sue strane invenzioni, le sue automobili, i suoi impianti di riscaldamento, i computer e i cellulari. Due mondi reali, una storia che si muove dall’uno all’altro, dal Mahat all’Italia, dal medioevo ai giorni nostri. E Yuliana ne è la protagonista e insieme la narratrice, che in prima persona condivide ricordi e vecchie emozioni. L’avventura di una vita.

2) Fantasy… ma non proprio: due epoche storiche differenti che convivono parallelamente durante l’intera vicenda narrata. Qualcuno l’ha definito un real-fantasy. Quali sono le peculiarità di questo genere letterario?

Centrale è la presenza della porta, che permette il passaggio tra i due mondi. La vita, caotica, delle nostre città metropolitane è osservata attraverso gli occhi di una giovane donna abituata a tirare di scherma e cavalcare nelle tenute del palazzo, una donna che ha imparato sui libri di scuola che cos’è un’automobile o una lampadina, senza mai trovare il coraggio di varcare quel confine. Sarà un sogno a costringerla a farlo, la volontà di difendere la propria terra, l’impegno a cercare un ragazzo, studente della Milano contemporanea, destinato a cambiare le sorti di due regni.

3) “Mi svegliai con la sensazione di aver sognato per un lunghissimo tempo, non solo il Politecnico e quel ragazzo, ma tutto quello che era venuto dopo. Pensai a come sarebbe stato, scendere in sala da pranzo e fare colazione con Lym e Zante, prima di correre in aula ad ascoltare le antiche poesie del Mahat. Un giorno come tanti. Sapendo che ce ne sarebbero stati ancora mille altri uguali a quello. Rimasi a letto, cullandomi nei ricordi. Una parte di me l’avrebbe scelto, se avessi potuto tornare indietro e far finta che quel sogno non fosse mai esistito; ma il desiderio che si agitava nel mio cuore non mi avrebbe mai permesso di accontentarmi di una vita… normale. Dovevo andarmene. Dovevo rischiare”.

Chi è Giulia Alicante?

Yuliana, o Giulia, il falso nome con cui entrerà a Milano, è la secondogenita di uno dei più ricchi e potenti signori del Mahat. Orfana di madre, morta nel darla alla luce, è una ragazza giovane, inesperta della vita e del mondo. La sua posizione sociale le permetterebbe di esaudire qualunque desiderio, ma non può aiutarla a trovare il destino di cui è in cerca, una strada lontana dalle mura del castello e dall’ala protettiva di suo padre. Il sogno di Milano segnerà un confine nuovo, per lei, un confine da cui non potrà più tornare indietro.

4) Giulia varca le porte di Milano e travestita da studentessa del XXI secolo s’intrufola tra le aule del Politecnico: è convinta di riuscire a scoprire il legame tra la guerra che incombe ai confini del Mahat e la vita di un ragazzo cresciuto nella nostra epoca e del tutto inconsapevole dell’esistenza di una porta fra i mondi. Il sogno guiderà le sue scelte, anche nella paura, nel dolore, nella solitudine: un sogno apparso per salvarla e per salvare la sua terra? O forse premonitore di un destino dal quale si potrebbe ma non di deve sfuggire?

Il sogno, nel Mahat, ha un ruolo profetico: è l’immagine, fugace, di un futuro che potrebbe accadere, ma del quale non si hanno certezze. Yuliana interpreta la visione apparsa a lei e a sua madre prima di lei e nel sogno trova una strada da seguire: avrebbe potuto dimenticarla, ignorarla, ma sceglie di percorrerla fino in fondo. Sceglie di avere fiducia.

Che fosse libera di realizzare il suo destino, o che il suo destino fosse già stato scritto, per lei, credo sia uno dei più complessi misteri della nostra vita: ogni storia si muove in un disegno più grande; la libertà delle nostre scelte diventa parte di un progetto che non scegliamo, ma che ci viene svelato, giorno dopo giorno.

5) Sacrificio, destino, sogno…, anche l’amore è uno dei temi centrali del romanzo: che cosa rappresenta l’amore nella vita di Giulia?

Un’idea, all’inizio, romantica e perfetta: l’amore negli occhi di una ragazza troppo giovane, che non è mai stata veramente innamorata. Nel corso della storia capirà che l’amore è scelta: sacrificio, incertezza…, molte forme e un’infinità di sfumature a cui soltanto il cuore può dare una risposta.

Il vero amore non è una favola: sono le risa e i pianti, l’emozione, la fatica, il viaggio, quotidiano, con qualcuno che voglia e che sappia condividerlo.

Alla fine, sceglierà di seguire il suo cuore, ma lo farà a un prezzo. E diventerà donna.

6) Ogni personaggio nasconde sempre un ritratto dell’autore: quanto c’è, in Giulia, di Chiara Perina?

Molto, sicuramente, anche se forse meno di quanto vorrei. Come Giulia avverto quel bisogno, profondo, irrazionale, di qualcosa di più: un cambiamento, una strada da seguire, un destino in cui trovare me stessa e mettermi alla prova. Forse è solo l’inquietudine che accomuna i giovani come me, come lei: all’improvviso ci scopriamo padroni del nostro futuro e abbiamo paura di sprecarlo. Forse più difficile di lottare per un sogno è capire quale sogno ci renda davvero noi stessi.

Come Giulia, sono all’inizio di un viaggio: forse mi serve solo un po’ del suo coraggio per invocare la porta e… saltare nel fuoco.

 

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Intervista a Chiara Perina, scrittrice di romanzi e poeta

Il fiume scorre ancora

chiara

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Sono Chiara Perina, nata a Milano, 26 anni. Vivo a Settimo Milanese. Scrivere è sempre stato il mio sogno, un sogno inseguito, coltivato fin da quando ero bambina, ma sognare non basta e così nell’aprile 2015 ho conseguito la laurea magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi. Attualmente lavoro come ispettrice di impianti Oil&Gas ed essere una scrittrice ingegnere non mi spaventa. Ho pubblicato due romanzi, Gli Occhi della Nebbia e Giulia Alicante, e sto lavorando sul terzo; negli ultimi tempi mi sono cimentata nella poesia, vincendo diversi concorsi.

Come autrice, i miei riferimenti sono:
– Pagina facebook: https://www.facebook.com/ChiaraPerinaAutrice/
– Blog: https://chiaraperina.wordpress.com/

Specificatamente peril romanzo Giulia Alicante, i riferimenti sono:
– Pagina facebook: https://www.facebook.com/libroGiuliaAlicante/
– Pagina casa editrice: http://www.13labedition.co.uk/13lab/home/128-giulia-alicante-di-chiaraperina.html
Specificatamente peril romanzo Gli Occhi della Nebbia, i riferimenti sono:
– Piattaforma ilmiolibro.it: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/fantascienza/99989/gli-occhi-della-nebbia/

2) Quando hai iniziato…

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“Giulia Alicante”: dalle terre del Mahat alle aule del Politecnico di Milano

Giulia Alicante è il secondo romanzo di Chiara Perina, edito da 13Lab Edition e pubblicato nel marzo 2016.

Fantasy, ma non proprio. Un portale di fuoco, che permette il passaggio tra due epoche, un sogno che svela scorci di futuro, una profezia in cui i fili della storia a poco a poco si intrecciano, si sciolgono. Eppure, Yuliana è una donna comune, che si trova a dover affrontare realtà storiche differenti: da una parte il suo mondo, fatto di spade, cavalli e carrozze, frecce infuocate e torri di vedetta, camini accesi nelle sale del palazzo…, dall’altra il mondo di Marco, con tutte le sue strane invenzioni, le sue automobili, i suoi impianti di riscaldamento, i computer e i cellulari. Due mondi reali, una storia che si muove dall’uno all’altro, dal Mahat al Politecnico di Milano. E Yuliana ne è la protagonista e insieme la narratrice, che in prima persona condivide ricordi e vecchie emozioni. L’avventura di una vita.

Forse, potrebbe essere definito un real-fantasy.

La trama

Yuliana è la secondogenita di Fiderin, signore di Salkar, una delle più ricche città del Mahat. È una ragazza giovane, cresciuta tra le mura del castello insieme a sua sorella Sansierei e a Gavril, un lontano cugino da anni segretamente innamorato di lei. Balli, cavalcate, lezioni di scherma, di poesia: la sua, in fondo, è una vita felice. Non sa che un destino più grande pesa su di lei. Prima di morire, nel darla alla luce, sua madre ha sognato una ragazza con i suoi stessi occhi che avrebbe varcato il fuoco della porta fra i mondi, mentre nel buio risuonavano grida di guerra: un sogno che, come ogni altro, può rivelare una parte del futuro. La porta è una magia antica: da secoli la gente del Mahat ha imparato a invocarla, per raggiungere l’Aldear, l’oltremondo. Il mondo delle automobili, dei computer, dell’acqua corrente. Un mondo che è insegnato in ogni scuola. Un confine che Yuliana non ha mai avuto il coraggio di oltrepassare. Eppure, una notte, sogna un ragazzo: occhi verdi, capelli neri, la facciata del Politecnico di Milano. I loro sguardi s’incontrano, per un attimo, e lei si rende conto di essere destinata a salvarlo.

La trattazione del genere letterario

Centrale è la presenza della porta che permette il passaggio dal mondo medievale, cui la protagonista appartiene, al mondo contemporaneo, che la protagonista si troverà ad affrontare. La vita, caotica, delle nostre città metropolitane è osservata attraverso gli occhi di una giovane donna abituata a tirare di scherma e cavalcare nelle tenute del palazzo, una donna che ha imparato sui libri di scuola che cosa sia un’automobile o una lampadina, senza mai trovare il coraggio di varcare quel confine. Sarà un sogno a costringerla a farlo, la volontà di difendere la propria terra, l’impegno a cercare un ragazzo, studente della Milano contemporanea, destinato a cambiare le sorti di due regni.

Le ambientazioni

“Alzai la testa: mi trovavo in un ambiente vastissimo, circondata da strani cartelli, scritte sgargianti, immagini di cibo, vestiti, visi di donna… materiali che non avrei saputo riconoscere. Avevo visto decine e decine di foto della stazione di Roma, ma viverle sulla mia pelle fu diverso. Fu come se ogni punto di riferimento mi fosse stato strappato: non riconoscevo nulla che mi fosse familiare. Nulla a cui appartenessi”.

Quando Yuliana varca la porta fra i mondi, l’ambiente vorticante che a poco a poco penetra nel suo campo visivo è l’affollatissima stazione di Roma Termini; tuttavia, il suo destino la sta aspettando più a nord, a qualche ora di treno.

“L’avevo sognata, in una notte d’estate. Il suo profilo bianco, contro l’azzurro del cielo. Vederla fu diverso. Ebbi come l’impressione di… riconoscerla. La sua facciata in marmo chiaro, scandita da innumerevoli porte, aperture ad arco, statue e bassorilievi; le sue guglie che svettavano oltre la cornice sommitale, così alte, così sottili. Simili a ricami di pietra. “Un tempo, pensai, capace di annientare gli uomini, ma non la bellezza a cui essi danno vita”.  All’improvviso capii che la mia strada iniziava in quel momento: se esisteva un destino, per me, l’avrei trovato proprio lì, ai piedi della cattedrale di Milano”.

Ed è proprio a Milano che Yuliana proverà a svelare il mistero che lega le sorti di una guerra che incombe ai confini del Mahat alla vita di un ragazzo cresciuto nella nostra epoca e del tutto inconsapevole dell’esistenza di una porta fra i mondi: sotto la falsa identità di Giulia Alicante, studentessa del XXI secolo, la giovane di Salkar raggiunge Piazza Leonardo da Vinci e s’intrufola tra le aule del Politecnico, muovendosi dalla Nave al Trifoglio, dalla Stiva al Poliprint, convinta che il suo sogno, come ogni altro sogno, si riveli profetico.

Il finale, non scontato

Perché Giulia Alicante non vuole essere una favola, in cui tutti vissero felici e contenti, né un’avventura fantastica, dove l’eroina trionfa sul male e torna a casa ricoperta di gloria. E’ lo scontro tra due epoche, in un’aula di università, il dolore di perdere qualcuno, la responsabilità di convivere con uno sbaglio, con una scelta. E’ la vita di una donna, dai sogni di bambina ai rimpianti della vecchiaia.

«Tu hai…» si portò le mani al petto, come aveva fatto la prima volta che ci eravamo incontrate, «coraggio. Segui quello che hai dentro. E capirai.» Abbassai gli occhi, sentendomi invadere da una lontana nostalgia. «Ho paura, di conoscere il mio destino.» Zimereth si alzò e mi accarezzò le guance: le sue mani erano dure, callose. «Tu capirai.»